L'Adalgisa - (16/06/14)


CANALE:

Teatro Out Off 11 gennaio -13 febbraio 2011 “L’ADALGISA� di Carlo Emilio Gadda regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini interventi pittorici Giovanni Franzi, musiche originali Matteo Pennese progetto visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola luci Luca Siola, foto di scena Agneza Dorkin consulenza artistica Alberica Archinto, Mariagiovanna Frigerio produzione Teatro Out Off. In questo folgorante e sardonico ritratto della borghesia lombarda della Milano di prima della guerra si incontrano due personaggi femminili che incarnano l'anelito a una vita più libera e autentica che si leva, malgrado tutto, dall'ossessiva griglia delle convenienze borghesi: Elsa (la cui soffusa malinconia ha per origine anche la mancata maternità) e soprattutto colei che al libro finisce per dare il titolo, la bella popolana Adalgisa Borella, cantante lirica «di quint'ordine», poi amorevole sposa del rispettabile ragionier Carlo Biandronni, naturalmente malvista per le sue origini popolari («"... E che ero una qui, e che ero una là; e che cantavo nei teatri da strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'amanti!... ma sì!... cento... mille... un milione!"»). Attraverso il colloquio delle due donne Gadda analizza la borghesia grande e piccola e i ceti popolari in un affresco di irresistibile comicità. Il racconto termina con la visita dell'Adalgisa al Cimitero Monumentale, dove, andata per accudire alla tomba del Carlo, non si preoccupa di dare "scandalo", lucidando un monumento funebre raffigurante un «Saturno, con la clessidra e la falce». Lavorando di gomito intorno alla statua, alla fine riesce a mettere trionfalmente a nudo, scrostandola di «certi licheni verdastri, », «quell'altra falce, tra le due natiche».

Teatro Out Off 11 gennaio -13 febbraio 2011 “L’ADALGISA� di Carlo Emilio Gadda regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini interventi pittorici Giovanni Franzi, musiche originali Matteo Pennese progetto visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola luci Luca Siola, foto di scena Agneza Dorkin consulenza artistica Alberica Archinto, Mariagiovanna Frigerio produzione Teatro Out Off. In questo folgorante e sardonico ritratto della borghesia lombarda della Milano di prima della guerra si incontrano due personaggi femminili che incarnano l'anelito a una vita più libera e autentica che si leva, malgrado tutto, dall'ossessiva griglia delle convenienze borghesi: Elsa (la cui soffusa malinconia ha per origine anche la mancata maternità) e soprattutto colei che al libro finisce per dare il titolo, la bella popolana Adalgisa Borella, cantante lirica «di quint'ordine», poi amorevole sposa del rispettabile ragionier Carlo Biandronni, naturalmente malvista per le sue origini popolari («"... E che ero una qui, e che ero una là; e che cantavo nei teatri da strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'amanti!... ma sì!... cento... mille... un milione!"»). Attraverso il colloquio delle due donne Gadda analizza la borghesia grande e piccola e i ceti popolari in un affresco di irresistibile comicità. Il racconto termina con la visita dell'Adalgisa al Cimitero Monumentale, dove, andata per accudire alla tomba del Carlo, non si preoccupa di dare "scandalo", lucidando un monumento funebre raffigurante un «Saturno, con la clessidra e la falce». Lavorando di gomito intorno alla statua, alla fine riesce a mettere trionfalmente a nudo, scrostandola di «certi licheni verdastri, », «quell'altra falce, tra le due natiche».
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