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ROMANESCA


"a cura di Francesco Dalessandro, Giuseppe Salvatori, Domenico Vuoto, con poesie di: Marcella Corsi, Stefano D'Albano, Claudio Damiani, Eleonora Danco, Marco Lodoli, Elio Pecora, Giselda Pontesilli, Alessandro Ricci, Alessandro Santarelli. Casa delle Letterature, Roma 1 marzo 2011"
22.4.08
 

La giuria


Teatro Nino Manfredi dal 1 al 13 Maggio 2007 "LA GIURIA" liberamente ispirato al film 'La parola ai giurati', regia Claudio Boccaccini, con: Felice Della Corte, Paolo Perelli, Silvia Brogi, Antonia Di Francesco, Alcide Pasquini, Luigi Romagnoli, Antonio Blasi, Teresa Di Gennaro, Daniele Serra, Domenico De Santi, Rosalba Giordano, Luna Romani. UN GRUPPO DI 12 PERSONE E' CHIAMATO A DECIDERE DELLA COLPEVOLEZZA DI UN GIOVANE PORTORICANO ACCUSATO DI PATRICIDIO. IL VERDETTO SEMBRA SCONTATO, MA... TEATRO
22.4.08
 

Il naso


Teatro Colosseo, dal 2 al 25 Maggio 2003 "il Naso" (Nos) da Nikolai V. Gogol'. Testo e Regia di Claudio Spadola, con: Francesco Cordella, Giorgio Marchesi, Gaetano Mosca, Sergio Valastro, Sonia Viviani e con otto attori del progetto BIOMECCANICA/NASO/GOGOL' diretto da Franco Ruffini e Claudio Spadola, organizzato da Teatro e Teatri in collaborazione con il D.A.M.S. Università Roma Tre: Elisa Capo, Marilena Carpino, Mauro Carulli, Maura Collini, Marco Conti, Albina Locarno, Dalia Padoan e Giulia Tripoti (voce solista nella canzone Volumbrella). Musiche/Alfred Schnittke, Carlo Siliotto, Daniele Sepe, Paul Giger e tradizionali. Scene e Costumi/Helga W. Williams. Luci/Luca Barbati. Movimento Scenico/Caterina Genta Maestra di Canto/Chiara Colonna, tecnica/Lino Musella, Raffaella Vitiello Aiuto Regia/Maria Lucia Carones Assistenti/Marco Conti, Mauro Carulli organizzazione/Arti & Bagagli "Checchè se ne dica simili fatti capitano nel mondo, di rado, ma capitano ' N.V.Gogol', Il naso. Arti & Bagagli, in collaborazione con Centro Belli e Beat '72, con il patrocinio dell'Ambasciata della Federazione Russa, presenta Il Naso ritenuto uno dei più divertenti e assurdi racconti di Gogol', è la storia di un sedicente Maggiore del Caucaso, ovvero del profondo sud, che trasferitosi per far carriera nella gaudente Pietroburgo, la capitale del nord, si sveglia un giorno senza più naso. "Prima che il naso venga reintegrato nel viso del Maggiore Koval'v, esso viene 1) cotto in una pagnotta di pane dalla moglie del barbiere di Koval'v; 2) ritrovato durante la colazione e gettato dal barbiere in un fiume; 3) trasformato in un importante ufficiale di stato che prega devotamente nella Cattedrale di Kazan e rifiuta di intrattenersi col suo vecchio proprietario, essendo questi di gran lunga inferiore a lui (o ad esso) nella gerarchia sociale; 4) denunciato da Koval'v alla redazione di un giornale e poi al commissariato come smarrito, con la speranza che venga ritrovato prima che lasci la Capitale; 5) descritto come capo di una banda di criminali, riconosciuto da un poliziotto molto miope e arrestato mentre cercava di superare il confine con un passaporto falso; 6) riportato al legittimo proprietario dentro un fazzoletto dal suddetto poliziotto; 7) riscontrato non idoneo ad essere reintegrato nel suo vecchio sito dal dottore che consiglia il Maggiore Koval'v di conservarlo sotto spirito e venderlo al maggior offerente. Non bisogna mai dimenticare che Gogol' era nato il 1° aprile. La "realtà " gogoliana tende ad ogni momento a slittare in un antimondo che le è accanto e che riveste l'apparenza della materia ordinaria. Diciamo che è quella liscia superficie che il maggiore Koval'v si scopre un bel mattino al posto del naso. Il diavolo è dietro a quasi tutti i suoi personaggi o a ciò che capita loro; si inserisce nella narrazione delle traversie della vita come riferimento all'agente principale dell'assurdo che regna nel mondo. "Gli uomini sono tutti pazzi tranquilli impegnati in attività che paiono loro molto importanti mentre una forza assurdamente logica li vincola ai loro futili impieghi". Il microscopio con la lente del riso di Gogol', in definitiva, offre lo spettacolo delle stesse leggi e delle stesse bellezze che si possono contemplare con il telescopio della tragedia, puntato sul corso delle stelle. Ci dà sempre la sensazione che dietro l'angolo sia costantemente annidato qualcosa di ridicolo e insieme di stellare ed è bene ricordare che la differenza tra il lato comico delle cose e il loro lato cosmico, consiste in una sibilante. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72 TEATRO
22.4.08
 

#2 Dino - "Studio" su un sogno


FORTE FANFULLA 16 e 17 Febbraio 2012 #2 Dino - "Studio" su un sogno con: Bernardo Casertano. Regia: Ersilia Lombardo. Drammaturgia: Livia Castiglioni ed Ersilia Lombardo. Assistente alla Regia: Livia Castiglioni. Lo spettacolo: Una stanza chiusa. Un uomo dorme profondamente. Inizia ad agitarsi lievemente, a mormorare sommessamente nel sonno delle parole quasi impercettibili, accennando un lieve sorriso,finchè si sveglia di soprassalto, confuso e arruffato, quasi sprofondato in una enorme e fredda poltrona di pelle nera che lo accoglie come un improbabile e poco confortevole grembo materno. Ma se non ci è dato di sapere con precisione la natura del sogno che porta il nostro spaurito protagonista a questo brusco risveglio, tanto meno a lui sarà  possibile venire facilmente a capo dell'enigma che gli si para davanti agli occhi e che gli invade la mente come un virus dall'istante stesso in cui si desta. 'Dove sono?Chi sono?' Dove finisce il sogno e comincia l'incubo? Un indagine fuori e dentro di sè, in cui un uomo come tanti, senza un motivo apparente, si ritrova involontariamente catapultato in una appiccicosa ragnatela di quesiti e misteri, palleggiato tra mille indizi che gli sbattono sempre in faccia con veemenza le stesse domande senza risposta, in una faticosa rincorsa di calcoli enigmatici senza tregua alla disperata ricerca di una verità, una risposta per la perdita irreparabile da cui è pervaso, perdita che lo porterà  forse a scoprire se stesso. Che cosa ho? Una sequenza di numeri interpretabile in infiniti modi e maniere. Un nome. Ma non sempre le risposte sono chiare, salvifiche e risolutrici. O forse le domande sono state mal poste, gli indizi male analizzati e le conclusioni tratte in maniera troppo affrettata. O forse la verità  e molteplice e infingarda, appannata come un riflesso su un vetro rotto che preferisce nascondere e non svelare. Un enigma che nasce e si consuma in una stanza chiusa, in una sorta di antro-prigione senza finestre e dalle pareti scure e incombenti, un non-spazio senza via di fuga. Una stanza di un labirinto da cui non è possibile fuggire, ma non si può far altro che stare, attendere, sperare di intravedere una risoluzione. Che potrebbe essere illuminante o terribile.
22.4.08
 

Le Belle Notti


Teatro Manzoni dal 24 novembre al 20 dicembre 2009 "LE BELLE NOTTI" di Gianni Clementi, regia Claudio Boccaccini, con: Laura Buono, Daniele De Angelis, Carlotta Di Carlo, Alessia Francescangeli, Ivana Lotito, Davide Maria Marucci, Federica Perotta, Simone Perronace, Claudia Potenza, Rossella Pugliese, Antonio Randazzo, Luna Restagno, Luca Romani, Gioele Rotini, Carlo Sicignano, Giulia Tirdi, Ariele Vincenti, Matteo Zenini. Le belle notti è una commedia tenera e divertente, ma anche malinconica e crudele, che scandaglia - senza giudicare - un'età  della vita, quella prossima ai vent'anni, sbirciandola in due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell'anticonformismo della fine degli anni '60 e quella dell'omologazione - quindi apparentemente immobile e pacificata - dei giorni nostri. La regia di Claudio Boccaccini, esalta la coralità  dell'azione insita nel testo, prediligendo toni scanzonati e benevoli per rappresentare al meglio il complesso di passioni, incertezze, slanci, timori, illusioni, ardori, scoperte, delusioni che denotano una difficile ma impagabile stagione della vita, sottolineando al contempo - anche attraverso l'utilizzo nel corso di tutta la pièce di brani musicali memorabili - i cambiamenti nello scenario sociale e culturale susseguitisi in questi ultimi decenni.
22.4.08
 

UNO, NESSUNO, CENTOMILA


Teatro Carcano 1995 "Uno, Nessuno, Centomila" di Luigi Pirandello con: Flavio Bucci, Claudio Angelini e Stefania Barca. Regia di Marco Mattolini. Uno dei classici contemporanei più amati dai giovani, affrontato in modo ironico e vitale. Teatralizzare, per Bucci corrisponde al bisogno psicologico di cercare strade diverse il cui obiettivo e' un teatro di massa che sia anche di qualità". Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita. Un giorno, tuttavia, in seguito alla rivelazione da parte della moglie del naso leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a scoprire che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa dalla sua. Il suo obiettivo sarà  di scoprire chi è veramente lui. Il titolo del romanzo è un'ottima chiave di lettura per comprenderlo fino in fondo. Quella di Vitangelo Moscarda è la storia di una consapevolezza che si va man mano formando. La consapevolezza che l'uomo non è Uno, e che la realtà  non è oggettiva. Il protagonista passa dal considerarsi unico per tutti (Uno) a concepire che egli è un nulla, (Nessuno), passando alla consapevolezza di se stesso che l'individuo assume nel suo rapporto con gli altri (Centomila). In questo modo, la realtà  perde la sua oggettività  e si sgretola nell'infinito vortice del relativismo. Nel suo tentativo di distruggere i centomila estranei che vivono negli altri, le centomila concezioni che gli altri hanno di lui, viene preso per pazzo dalla gente, che non vuole accettare che il mondo sia diverso da come lo immagina. Vitangelo Moscarda è il "forestiere della vita", colui che ha capito che le persone sono "schiavi" degli altri e di se stesse. Egli vede gli altri vivere in questa trappola, ma neanche lui ne è completamente libero: il fatto che la gente l'abbia preso per pazzo è la dimostrazione che non è possibile distruggere le centomila immagini, a lui estranee, che gli altri hanno di lui. E' possibile solo farle impazzire. La fine del romanzo è molto profonda, conclusione degna per un'opera di questa portata. Il rifiuto totale della persona comporta la frantumazione dell'io, la completa, perchè esso si dissolve completamente nella natura. Pieno di significati è il rifiuto del nome, che falsifica ed imprigiona la realtà  in forme immutabili, quasi come un'epigrafe funeraria. Al contrario della vita, che è un divenire perenne, secondo la concezione vitalistica di Pirandello per cui la realtà  tutta è vita, perpetuo movimento vitale, inteso come eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all'altro.
22.4.08
 

LES ADIEUX - Parole salvate dalle fiamme: Blok Pasternak Esenin Majakowskij


"La casa d'argilla: Les Adieux, ideazione: Lisa Ferlazzo Natoli e Gianluca Ruggeri - regia e voce recitante: Lisa Ferlazzo Natoli - aiuto regia: Alice Palazzi - direzione musicale e percussioni: Gianluca Ruggeri - cura delle immagini: Maddalena Parise - contemporanea - segni teatrali edizione zero - 4 sttembre h 21 - Cisterna romana - Segni Note di lavoro E solo dalle voci capiremo quali lotte, lì, quali ferite Osip Maendel'stam Blok crepacuore; Esenin suicida, impiccagione in odore d'assassinio; Majakovskij, solo un colpo di pistola. Pasternak un lungo lunghissimo esilio. Come uccellacci in volo, abbiamo girato sui versi e sulle biografie, per gettarci poi in picchiata su ciò che aveva attratto il nostro sguardo: una cadenza, un movimento precoce e vitale proprio nell'ultima parte delle loro esistenze, e che grazie alla poesia ha conservato integra una casa, un profondo e radicatissimo senso dell'anima, di una resistenza e della propria terra. In quel passaggio da un'epoca all'altra che è stata la Rivoluzione d'Ottobre, nel mezzo di un mondo del prima e uno del dopo - c'è come una mutazione che getta nuove fondamenta sulle macerie della Grande Russia, un sentore d'avvenire, e sotto già una contraddizione, una faglia da cui risalgono radici antiche. Queste due Russie hanno cercato di fare alleanza ed è sulla soglia tra questi due tempi che si sono disintegrate, abbandonate dalla propria terra nella Rivoluzione trasformata in Soviet come in una 'qualsiasi isola di Sant'Elena, scrive Esenin: è difficile per un essere vivo starci dentro'. Che sia Esenin a cantare i colori e le lunghe distese delle steppe russe, o Majakovskij a rubare alle città  lampioni e insegne luminose, c'è nei loro versi come un sapore che ha il ritmo di tanti tamburi e il refrain d'una ballata popolare; attrazione per un passato remoto presentito nelle maglie del futuro. Si chiama fiuto per la storia, lungimiranza, reca il dono acuminato di un intuito sottile per i cataclismi e l'andamento di una danza volontaria sul ciglio dell'abisso. Abbiamo immaginato una sorta di quadrilatero : memoria e phonè, l'impronta di uno spirito e la direzione tempestosa di versi e vita che li ha condotti alla fine. La partitura andrà  verso un abbandono - Les Adieux, appunto - movimento, progressione d'astrazione sulla materia e sulla terra, da paesaggi familiari a territori ignoti, per poi tornare al solo congedo possible, quello di una parola che è casa, anzi casa madre, quella del finale di Nostalghia. Campane, din-don-nio delle memorie sparse al vento, con lo strepito di mille tamburi; squarci di lame e lamine, acciaio che si schiaccia in gola, il respiro di antiche canzoni; canto che con il vento sibila; tintinnano sonagli e rotolano biglie, echeggia sommesso un tuono. Tempesta che ha mutato il mondo, e si torna tra carcasse di macchine future e macerie di remoti suoni fastosi. Blok - L'allegro vento freddo e sferzante gioca contento, con il viandante, strappa mantelli porta cartelli sopra la gente, tutti i poteri alla costituente Esenin - Voglio vivere, vivere, vivere, / vivere fino alla paura ed al dolore. In una fiamma azzurra il vento ha ravvivato gli occhi / Per amore del cielo insegnatemi, / insegnatemi e io farò qualunque cosa, / qualunque cosa per tinnire nel giardino degli uomini. Majakovskij - Vi strapperò l'anima e la calpesterò perchè sia più grande; e sanguinante ve la darò, come una bandiera. Pasternak - Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi e frequentando il futuro nella vita d'ogni giorno, non si può non incorrere alla fine in una incredibile semplicità; ma noi lisaferlazzonatoli.blogspot.com/"
22.4.08
 

LUIGI ONTANI - Mostra


mostra di Luigi Ontani al MACRO, Le Maschere di via Margutta, 18 dic.2009
22.4.08
 

MACBETH


Emanuele Giglio, Carlotta Piraino
22.4.08
 

Special Dance


La Magia delle Immagini� la storia dell’arte raccontata ai ragazzi. Spettacolo teatrale di e con Alessandro Libertini. Piccoli Principi Compagnia Teatrale
22.4.08
 

La Magia delle Immagini


"La Magia delle Immagini" la storia dell'arte raccontata ai ragazzi. Spettacolo teatrale di e con Alessandro Libertini. Piccoli Principi Compagnia Teatrale
22.4.08
 

Tempo Scaduto


Teatro Colosseo dal 1 al 29/4 2001 "Tempo Scaduto" Rielaborazione di Gea Martire, dal libro di Giovanna Mozzillo "Recita Napoletana". Regia di Gea Martire, con Tosca D'Aquino, Nadia Baldi Elisabetta D'Acunzo, Miriam Liguoro, Gea Martire Silvia Santagata. La lettura del libro di Giovanna Mozzillo riconduce inevitabilmente al teatro. "Voci recenti e voci antiche, quasi tutte femminili... disperate o nostalgiche.. sfacciate o beffarde..", scorci di vita di donne sono raccontati dall'autrice in forma di testimonianza diretta molto prossima al monologo teatrale. Non a caso titolo del libro è: "Recita Napoletana". L'idea di riportare sul palcoscenico queste voci non balena a chi legge ma è già  nella natura stessa della pagina scritta, nella struttura delle brevi intensissime evocazioni. Più che un' idea è una necessità  di palcoscenico che si ritrova tra le righe: basta solo coglierla, ed io l'ho colta. Ho lasciato che quelle voci di donne parlassero tutti più volte, le ho ascoltate con attenzione, le ho raccolte in una rete di emozioni poi le ho lasciate andare: quelle rimaste impigliate nella rete si sono offerte alla rappresentazione già, incredibile a dirsi ad una prima lettura, collegate o meglio legate tra loro tanto da mutarsi da più storie che erano in una storia a più voci. Voci di vicoli napoletani, di esperienze semplici ma per questo nobilissime, voci di case con televisori sempre accesi, di vite immaginate e non vissute, voci che desiderano raccontare e, nel racconto, alleggerirsi. Non pettegolezzi di donne borghesi in una sala da the ma pezzi di cuori di donne del popolo in una bottega dove vanno a comperare... che cosa? E' lì che le ho fatte incontrare, che le ho immaginate come un desiderio di gioco e la propensione ad un irridente filosofeggiare che le unisce oltre lo scritto di Giovanna Mozzillo.
22.4.08
 

COLLINAREA - Straniera - Oscar De Summa


COLLINAREA - Straniera - Oscar De Summa
22.4.08
 

La catastrofe della modernità


presentazione
22.4.08
 

IL GIOCATORE


Teatro dell'Uccelliera Villa Borghese 19-31 Aprile 1983 "IL GIOCATORE" di Fedor Dostoevskij, regia Franco Turi, con. Valentina Mentanari, Mauro De Sica, Franco Turi. Produzione Dark Camera. Il giocatore è un romanzo di Fedor Dostoevskij, dettato in un mese a Anna Grigorievna Snitkina (che diventerà  in seguito la sua fidanzata) e pubblicato nel 1866. Scritto per necessità  (lo scrittore doveva pagare dei debiti di gioco), pressato dagli editori ai quali aveva promesso questo romanzo, contemporaneo di Delitto e castigo, Il giocatore è comunque diventato un capolavoro e un punto di riferimento della narrativa russa dell'Ottocento. Dostoevskij analizza il gioco d'azzardo in tutte le sue forme con i diversi tipi di giocatori, dai ricchi nobili europei, ai poveretti che si giocano tutti i loro averi, ai ladri tipici dei casinò. è anche uno studio delle diverse peculiarità delle popolazioni europee: la severità del barone tedesco, la vanità del conte italiano, il ricco gentleman inglese e il francese manipolatore. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio storico dell’Ass. Cult. Beat 72
22.4.08
 

SATYRICON - 4° Capitolo


Teatro Vascello 13 -29 Aprile 2012 "SATYRICON - una visione contemporanea" da Petronio produzione Verdastro Della Monica in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore, ideato e diretto da Massimo Verdastro. Testi di Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magdalena Barile, Lina Prosa. Coordinamento drammaturgico di Luca Scarlini e Massimo Verdastro, con: Massimo Verdastro, Alessandro Schiavo, Luigi Pisani, Giuseppe Sangiorgi, Andrea Macaluso, Marco De Gaudio, Giovanni Dispenza, Tamara Balducci, Valentina Grasso, Giusi Merli e con la partecipazione di Silvio Benedetto, Francesca Della Monica, Charlotte Delaporte, Anna Moroni. Scene e costumi: Stefania Battaglia. Drammaturgia musicale: Francesca della Monica. Movimenti di scena: Charlotte Delaporte. Luci: Valerio Geroldi, Tommaso Checcucci, Marcello D'Agostino. Ritratti video: Massimo Verdastro, Marzia Maestri. Opera video 'Carmen in Fine':. Theo Eshetu. Il "Satyricon" di Petronio è una delle opere capitali della classicità latina; in quello che ci resta del grande romanzo, corre la raffigurazione di una quotidianità che parte e torna alla Suburra, a un luogo che è tanto della mente come del corpo. "SEI DRAMMATURGHI ITALIANI PER UN SATYRICON CONTEMPORANEO: è l'idea portante del progetto ideato e diretto da Massimo Verdastro che ha coinvolto alcuni degli autori più significativi - Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magda Barile, Lina Prosa - nella rivisitazione di numerosi episodi del romanzo, con l'intento di trasformare la scrittura petroniana in scrittura teatrale. Ne sono scaturite sette drammaturgie inedite, che sono andate a costituire il tessuto di un Satyricon contemporaneo, articolato in cinque momenti teatrali, denominati Capitoli. "Ogni autore ha esplorato quelle pagine antiche - sottolinea Massimo Verdastro - interpretandole in modo personale, pur aderendo all'intento comune di non tradire mai lo spirito di Petronio. Una pluralità di voci, quindi, ognuna diversa dall'altra per lingua e stile, così come diversi sono le lingue e i generi del Satyricon, ma anche un'opportunità rara che ha messo la mia Compagnia in stretto contatto con coloro che scrivono per il teatro, i quali, in questa occasione, hanno scritto su invito di chi il teatro lo pratica costantemente, consentendo una relazione viva, sempre incentrata sul confronto e sulle necessità concrete della pratica scenica, non solo dell'attore ma anche di chi crea le scene e i costumi, le musiche, le luci, i video." Nato e cresciuto attraverso numerose fasi laboratoriali, il progetto Satyricon è nondimeno il risultato di un incontro/confronto tra un folto numero di attori e un'équipe di creazione interdisciplinare (Francesca della Monica, cantante e performer, Stefania Battaglia, scenografa e costumista, Charlotte Delaporte, coreografa, Theo Eshetu, video artista, Silvio Benedetto, pittore e muralista di fama internazionale). I singoli Episodi/Capitoli, allestiti dapprima autonomamente e in tappe successive, nel corso di un triennio, nell'occasione di questa presentazione al Teatro Vascello, confluiscono in un allestimento complessivo e di sintesi dei molteplici contributi autoriali. Un viaggio appassionante, parallelo al viaggio sfrenato dei giovani protagonisti di quel capolavoro che qualcuno ha definito "il romanzo crudele della giovinezza" e non a torto perché le avventure di Encolpio, Ascilto e Gitone ci riportano prepotentemente a quella condizione umana dove tutto è permesso e dove si ha la convinzione di essere "sani, eterni, invincibili". Petronio però ci ricorda che quella stagione è destinata a finire come la vita del resto, e allora, nel romanzo, tutti i personaggi corrono, corrono sfrenatamente contro il tempo, con l'illusione di sconfiggere la morte. Il Satyricon contemporaneo della Compagnia Verdastro della Monica è nato lontano da logiche di potere o da spartizioni di torte più o meno appetibili; è il risultato di uno sforzo produttivo, non privo di difficoltà, in gran parte della Compagnia, e in parte supportato dalla condivisione e dall'accoglienza di strutture amiche. IV° Capitolo - LA CENA DEL NULLA di Massimo Verdastro e Andrea Macaluso con due monologhi: Il lupo mannaro di Magda Barile e Fortunata di Letizia Russo. In questa rivisitazione del simposio petroniano, Massimo Verdastro e i suoi collaboratori si misurano in maniera più diretta con la parola del romanzo antico. L'episodio della cena, l'unico che ci è arrivato intero, rivive in una tessitura drammaturgica che, allo stesso tempo, dà conto della farsa e della melanconia che pervadono il suo protagonista - Trimalcione - il cui esibizionismo di sfarzo e di carnalità richiama, anche troppo facilmente, il mondo che oggi vediamo nella finestra della televisione. Ospite d'eccezione: Anna Moroni, superstar televisiva del programma La prova del cuoco.
22.4.08
 

Bis Happening


22.4.08
 

La Clizia


"La Clizia" di Niccolò Machiavelli, adattamento e regia di Ugo Chiti, compagnia Arca Azzurra Teatro
22.4.08
 

Teatroinscatola - La famiglia


Teatro India 13 Aprile LA MIA POETICA sulla drammaturgia Italiana Contemporanea "TEATROINSCATOLA" venti mise en espace di nuovi autori. C'è l'amore nelle forme più estreme e marginali nei venti frammenti poetici e realistici di un discorso complessivamente amoroso in un'epoca anaffettiva. "La famiglia" di Vincenzo Manna con Arianna Gaudio e Paolo Ricchi di Federico Vigorito
22.4.08
 

L'Osteria dello Spillo


Teatro Colosseo 1989 “L’Osteria De’ Lo Spillo� Commedia in due atti di Giuseppe Caporuscio regia di Roberto Berrettini COMPAGNIA TEATRALE - LA TROTTOLA. L’osteria de’ lo spillo è ambientata in un borgo di Roma nel primo decennio del 1900; periodo caratterizzato da una forte spinta progressista che si scontra con radici popolari profondamente conservatrici ed attaccate a prototipi di vita antica. “Lo spillo� nella vecchia Roma indicava la mescita del vino direttamente dalla botte o dal barile nei bicchieri o nelle misure, ma anche il coltello, mentre “ la puncicata “, era la coltellata. Da qui il doppio senso di un ambiente dove “ lo spillo “ imperava in entrambi i sensi. Ruggero e Cleofe, i due protagonisti sono fratello e sorella, proprietari dell’osteria e sono gli ultimi gestori, dopo varie generazioni dell’osteria De Lo Spillo. Essi tentano inconsciamente di mantenere vivo un pezzetto di mondo antico. Ben presto, però si rendono conto di essere uno degli ultimi baluardi d una resistenza strenua, ai venti progressisti che il1900 annuncia e che prepara ad un secolo pieno di scoperte e di innovazioni. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat 72
22.4.08
 

PULCINELLA


Teatro Vascello dal 30 Novembre al 5 Dicembre 2010 "PULCINELLA" opera per danza e maschera. Drammaturgia e coreografia Aurelio Gatti, con: Gianna Beduschi, Paola Bellisari, Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Annalisa D'Antonio, Gioia Guida, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Giorgio Napolitano, musica originale Marco Schiavoni, costumi Giusi Giustino, scene Capannone Moliere, luci Stefano Stacchini, realizzato con il Ministero per i beni e le attività  culturali, MDA Produzioni danza, in collaborazione con Estreusa/Fonderia 900. Infuria il temporale ed improvviso un fulmine s'abbatte in un deposito pieno di casse. Da strani fardelli bianchi, arrotolati, escono personaggi, goffi tutti uguali. Personaggi indefiniti dalla maschera ironica, piangente, incredula e sarcastica. Ha così inizio dall'imprevisto, dall'evento umanamente ingovernabile come sempre, il viaggio eroico, pauroso, ma avvolgente ed affascinante. Una delle caratteristiche di Pulcinella è sicuramente la capacità  di sommare in sè elementi al limite della contraddizione, alimentato e sorretto com'è da una continua dualità  che sgorga dalle tensioni proprie di una Partenope conflittuale sospesa tra oriente ed occidente, tra nobiltà  e miseria, tra potere e servitù, tra desiderio e frustrazione, tra acqua (quella del mare che favorisce lo spirito d'ingaggio e d'avventura) e fuoco (quello del Vesuvio, che genera distruzione paura ed impotenza d'azione). Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
22.4.08
 

Cosmesi / PENSIERO*beige - performance


pensieri di Eva Geatti e Nicola Toffolini / sonorizzazione Eva Geatti - "Una superficie, questa è l'idea di passaggio o contenitore. Un foglio con un disegno un autoritratto per specchio, un fumetto per parlare. Il desiderio di disegnarsi all'infinito, come una tag su un muro, come guardarsi di continuo .... tutto tra il color sabbia e il grigio: beige si dice, e sembra il colore della terra con cui verremo coperti"
22.4.08
 

IL CONTAGIO


"IL CONTAGIO Trailer"
22.4.08
 

OSTAGGI


Colosseo Nuovo Teatro dal 29 settembre al 16 ottobre 2011 "L'ULTIMO VOLO" di Gianni Clementi. Regia Claudio Boccaccini, con Andrea Bizzarri, Laura Buono, Andrea Catarinozzi, Daniele De Angelis, Silvia Faccini, Flavia Faloppa, Antonio Grosso, Davide Maria Marucci, Giulia Morgani, Pamela Muscia, Luca Restagno, Alida Sacoor, Giancarlo Sicignano, Ariele Vincenti, Matteo Zenini, e con Paolo Perinelli. Aiuto regia Massimo Cardinali. Protagonista della storia è una classe di liceali, lo scenario è Buenos Aires, Argentina, estate 1978. La città  si appresta a vivere un'emozione sportiva unica: la finale dei mondiali di calcio in cui proprio a Buenos Aires si affronteranno l'Argentina padrona di casa contro la sfidante compagine olandese. La tensione dell'attesa del grande evento sportivo è palpabile in tutta la città  e ad essa si mescolano i desideri, le aspettative, i sogni, gli amori di un gruppo di giovani studenti, ma anche le angosce e le paure di una popolazione ostaggio di un regime sanguinario che fa del terrore repressivo la sua arma abituale. E' l'Argentina del dittatore Videla e delle migliaia e migliaia di esseri umani spariti nel nulla, desaparecidos solo perchè 'colpevoli' di non essersi allineati al regime. E la gioia di vivere di un gruppo di giovani fomentati dall'attesa per un grande evento calcistico sarà  un argine troppo fragile e romantico contro l'ingiustizia feroce di un regime assassino. Una serie di colpi di scena a ripetizione in un'altalena di emozioni dalle tinte contrastanti accompagnerà  con un disperato sorriso le giovani vite dei protagonisti verso 'l'ultimo volo'.
22.4.08
 

LETTURA DI POESIA - Francesco Gambaro


LETTURA DI POESIA - Francesco Gambaro
22.4.08
 

Elettra biografia di una persona comune


Teatro Elfo Puccini, Milano ottobre 2010 "Elettra. Biografia di una persona comune - Studio #2" di Nicola Russo tratto dalle parole di Elettra Romani, drammaturgia: Nicola Russo, Sara Borsarelli con: Sara Borsarelli, Nicola Russo, regia: Nicola Russo, video, scene, costumi: Giovanni De Francesco, luci: Cristian Zucaro, suono: Jean Christophe Potvin, coreografie: Stefano Bontempi, direzione musicale: Gabriella Aiello, assistente alla regia: Isabella Saliceti, produzione: Monstera. Elettra Romani nasce nel 1927 a Paliano, un paesino nella provincia di Frosinone. E' la protagonista del racconto di una vita dedicata alle luci della ribalta, di una donna che non si è lasciata abbattere dalle difficoltà  e che ora, a 83 anni, racconta la sua verità: 'Voglio tirare fuori gli scheletri dall'armadio' preannuncia a inizio spettacolo. Elettra non compare in prima persona, di lei vediamo il viso, proiettato su un grosso schermo a fondo palco. Due attori danno corpo e voce alla storia, con ironia e delicatezza. Lei li ascolta dal grande video rivivendo la sua vicenda. I suoi occhi neri, lucidi, non perdono nessun passaggio: è protagonista e spettatrice della propria esistenza.
22.4.08
 

Trailer Babilonia Teatri - Baby don't cry


"Castello Pasquini, Castiglioncello, Tensostruttura 2, 7 luglio 2011 ""Babilonia Teatri/Teatro delle Briciole - Solares Fondazione delle Arti - Baby don't cry?"" progetto di Babilonia Teatri testo e regia Valeria Raimondi ed Enrico Castellani con Marco Olivieri e Francesco Speri produzione Teatro delle Briciole - Solares Fondazione delle Arti a partire da 7 anni / durata 50' Nel 2010 il Teatro delle Briciole ha inaugurato un cantiere produttivo dal titolo Nuovi sguardi per un pubblico giovane. Convinto dell'importanza di un confronto con esperienze teatrali differenti rispetto al cosiddetto teatro-ragazzi, il Teatro delle Briciole affida a giovani gruppi della ricerca italiana il compito di creare uno spettacolo per bambini. Baby don't cry è il primo spettacolo di questo progetto. 'Cosa succede quando piangi?'. Partendo da questa domanda rivolta agli alunni delle scuole di Parma Babilonia Teatri ha composto un ritratto non convenzionale dei sogni e dei dolori dell'infanzia di oggi. Babilonia Teatri è le persone che ci lavorano. Da sempre Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Ilaria Dalle Donne e Luca Scotton. Vincenzo Todesco, prezioso collaboratore artistico, occhio esterno e stimolo di riflessione intellettuale. La compagnia vince l'undicesima edizione del Premio Scenario con made in italy nel 2007. Pornobboy e Pop Star debuttano nel 2009. Premio Speciale Ubu 2009 come capofila di una nuova generazione. Nel 2010 made in italy vince la prima edizione del Premio Vertigine."
22.4.08
 

COLCHIDE


Teatro Elfo Puccini, Milano ottobre 2010 "Elettra. Biografia di una persona comune - Studio #2" di Nicola Russo tratto dalle parole di Elettra Romani, drammaturgia: Nicola Russo, Sara Borsarelli con: Sara Borsarelli, Nicola Russo, regia: Nicola Russo, video, scene, costumi: Giovanni De Francesco, luci: Cristian Zucaro, suono: Jean Christophe Potvin, coreografie: Stefano Bontempi, direzione musicale: Gabriella Aiello, assistente alla regia: Isabella Saliceti, produzione: Monstera. Elettra Romani nasce nel 1927 a Paliano, un paesino nella provincia di Frosinone. E' la protagonista del racconto di una vita dedicata alle luci della ribalta, di una donna che non si è lasciata abbattere dalle difficoltà  e che ora, a 83 anni, racconta la sua verità: 'Voglio tirare fuori gli scheletri dall'armadio' preannuncia a inizio spettacolo. Elettra non compare in prima persona, di lei vediamo il viso, proiettato su un grosso schermo a fondo palco. Due attori danno corpo e voce alla storia, con ironia e delicatezza. Lei li ascolta dal grande video rivivendo la sua vicenda. I suoi occhi neri, lucidi, non perdono nessun passaggio: è protagonista e spettatrice della propria esistenza.
22.4.08
 

BIZARRA di Rafael Spregelburg


progetto a cura di Manuela Cherubini, Giorgina Pilozzi, Giorgio Barberio Corsetti. "Bizarra è una teatronovela, nata a Buenos Aires nel 2003 per reagire al clima terribile generato dalla crisi economica. Per lo spirito da cui è nata quest'opera sconsiderata, per la sua bellezza straordinaria comica e struggente, per la sua forza, abbiamo deciso di realizzarla anche in Italia. Qui presentiamo un trailer della saga argentina, con gli attori: Raffaella Pontarelli, Raimondo Brandi, Gian Marco Di Lecce, Pepita Cianfoni, Laura Riccioli, Fabio Pappacena, Giorgio Sorrentino, Luisa Merloni, Alessandro Riceci, Serenella Tarsitano, Patrizia Romeo, Marco Quaglia, Andrea La Bozzetta, Paolo Civati, Mary Di Tommaso, Laura Sampedro, Andrea Martorano, Paola Michelini, Simona Senzacqua, Fiora Blasi, Srefania Aluzzi, Andrea Capaldi, Alessandra Di Lernia, Sylvia De Fanti, Mariano Arenella, Matias Endrek, Orsetta Paolillo. Raffaella Pontarelli, Raimondo Brandi.
22.4.08
 

Giovanni Franceschetti - TRASMUTAZIONI


"SCONCERTI2 TRASMUTAZIONI Giovanni Franceschetti scultore"
22.4.08
 

Litania per Emilio Villa


Centrale preneste sabato 28 gennaio 2012 “Litania per Emilio Villa”per la rassegna “Il corpo elettrico della parola – 2”. Recital poetico ideato, diretto ed eseguito da Marco Palladini con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa, elementi scenici Luisa Taravella. Emilio Villa morto a 88 anni, il 14 gennaio 2003, è il più grande e insieme il più misconosciuto sperimentatore in versi del secondo Novecento italiano ed europeo. Poeta inafferrabile, oracolare, metamorfico, scriveva in cinque o sei lingue, e riusciva a mescolare e sintetizzare la sovversione linguistica ed estetica delle avanguardie con la conoscenza filologica di lingue morte e la sapienza antica di mitologie e dottrine religiose classiche. La sua vasta opera si è dispersa nel corso del tempo in decine e decine pubblicazioni a tiratura limitata e per lo più introvabili, segno di una vocazione alla dépense, allo spreco artistico assoluto, ma anche di una personalità anarchica, insofferente e ribelle verso le forme e le formule codificate del sistema culturale. La scrittura di Villa risulta affascinante e potente per la capacità, da un lato, di immergersi nella viva materia segnica della lingua, ricavandone tutti i giochi verbali, fonetici e polisemici possibili, e dall’altro lato per lo slancio con cui sa esplorare la dimensione filosofica, concettuale e spirituale dell’essere, ricercando una via di interrogazione sempre sospesa tra la “Parola Sublime” e il “Silenzio Senza Fine”. Quasi intendendo che il Dio è Logos, ma anche soffio, pnèuma misterico, Villa sospinge nell’ultimo periodo la sua scrittura verso la “oscurità” programmatica di composizioni in latino, in greco antico o in un francese reinventato, come a voler celebrare il puro suono della parola letteraria, che si fa medianico strumento di interfaccia tra il senso e il nonsenso, vertiginoso mundiloquio tra la realtà e il nulla. È in questo mercuriale profilo da Giano bifronte e da Proteo multiparlante e plurifonetico di Villa, che la sua poesia appare di singolare e straordinaria qualità perché, oltre le contrapposizioni di materialismo e idealismo, esprime la capacità di interrogare l’orizzonte cosmogonico, mitopoietico, enigmatico dell’uomo proprio attraverso la mistilingue, “ideologica” materialità della parola. È, dunque, la volontà di inseguire e di lambire le complesse trame di una voce poetica ubiqua e totalizzante, ultramoderna e primordiale, gnostica e caustica, taumaturgica e nichilistica, che mi ha guidato nel progetto di una concertazione-lettura scenica della sua impervia macchina testuale, che parte innanzitutto dal desiderio di far conoscere l’opera mirabile di questo autore. L’idea è quella di una “messa in ascolto” del suo crogiolo letterario attraverso una partitura fonetico-espressiva organizzata in quattro movimenti più un prologo ed un epilogo. Partitura affidata ad una esecuzione in terzetto vocale con contrappunti sonori, il cui carattere di fondo è quello di una “litania” (lo stesso Villa scrisse nei primi anni ’70 una Letania per Carmelo Bene). Ovvero di una forma poetica nella quale le iterazioni, le invocazioni, i rimandi, le invenzioni, gli slittamenti assumono una dimensione vaticinante e musicale, e le voci recitanti e officianti veicolano, nella liturgia della scena, un possibile (o impossibile?) viaggio al termine della parola.
22.4.08
 

ITALIANESI


"Teatro India dal 28 novembre al 3 dicembre 2011 “Italianesi” di e con Saverio La Ruina. musiche originali eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco produzione Scena Verticale.  Esiste una tragedia rimossa dai libri di storia, sconosciuta, inaudita, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. La tragedia di un migliaio di italiani internati nei campi di prigionia della ‘Siberia’ albanese, figli di tecnici italiani impegnati nella ricostruzione dell'Albania dopo la seconda guerra mondiale condannati come ‘nemici’ del regime comunista e rimpatriati.  Donne e bambini vengono trattenuti, poi rinchiusi nei campi, per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati quotidianamente dalla temuta “Sigurimi”, la polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati, torture. In quei campi di prigionia rimarranno quarant'anni, dimenticati. Come il ‘nostro’ che vi nasce nel 1951 e vi rimane fino al 1991. E così i suoi figli. Con loro vive nel mito dell'Italia, la patria anelata dove un giorno vivere liberi: «Mia madre mi parlava sempre di mio padre e mi raccontava dell'Italia e io ho cominciato a venirci ogni notte in Italia, nei miei sogni. Ho iniziato a sentire il rumore del mare, a immaginare come potesse essere Ischia, le montagne. Conoscevo l'Italia senza averla mai vista».  Dopo la caduta del muro di Berlino, arrivano nel Belpaese in 365. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, convinti di essere accolti come eroi, ma parlano uno stentato italiano e hanno i natali albanesi. Dopo quarant'anni di prigionia in Albania perché italiani, incontrano la discriminazione in Italia perché albanesi. Paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia: «Quand'ero in Albania mi chiamavano fascista, italiano, con enorme disprezzo. Oggi mi chiamano albanese, io che sono stato condannato a morte per essere italiano»."
22.4.08
 

INEQUILIBRIO - Ven - La Macana


"Ven creazione e interpretazione Alexis Fernandez Caterina Varela musica Einstrurzende Neubauten produzione La Macana Castello Pasquini - Tensostruttura martedì 5 luglio 2011 Castiglioncello (LI)"
22.4.08
 

Operina matta... d'amore


approccio a una "petit opera semiseria" che in tempo di crisi... fa tanto bene!!!
22.4.08
 

L'Amante


TEATRO COMETA OFF dal 30 novembre al 5 dicembre "L'AMANTE" di Harold Pinter, con Giuseppe Alagna e Giacinto Palmarini , costumi Sabrina Chiocchio. Regia Marco Maltauro . Ne "L'Amante" di Harold Pinter c'è una coppia, lui e lei. Il marito è brutto come un marito, noioso come un marito, così i due si inventano un amante. A nessun vero amante piace essere chiamato "amante", è una parola che usano gli altri. Ma nel teatrino di questa coppia il ruolo funziona, eccita, rende lui meno brutto e meno noioso. E viene confermato in modo definitivo in questo testo che la coppia è un insieme di tre persone di cui una è temporaneamente assente. Ora questa nota e micidiale macchina teatrale finisce nelle mani del regista Maltauro che ha la "geniale" idea di fare dei due una coppia gay. Perchè? Perchè no? Il riferimento iconografico è a Gilbert & George, i dandy della pittura british che hanno sempre lavorato insieme e non esistono artisticamente se non in quanto coppia. E così si finisce con non capire più chi è Gilbert, chi è George, chi il marito, la moglie, l'amante, siamo omo, uguali, ciascuno davanti allo specchio, ecce homo. E nella tradizione del più puro humor anglosassone i due sono eleganti e corretti, prendono il tè e si fanno male con impassibilità, con movimenti impostati in maniera tremendamente seria. Perchè è necessario esibire ancora oggi la patina di un confortante conformismo, quello per esempio delle audiocassette per imparare l'inglese, uomini in bombetta, pipa, nice wheater isn'it? Chi vuole godersi il testo di Pinter lo ritroverà  tutto intero, ben calato nella sua epoca, che è anni sessanta. Ci troverà  la crudeltà, il triangolo drammatico salvatore-vittima-persecutore a rotazione continua, tutto quello che ci delizia in Pinter e nella nostra comune esperienza, dove si sa che i conflitti legano, fanno legame. Ultima lezione di questo pinteriano corso d'inglese versione Maltauro: diffidare delle coppie senza conflitti. Finchè i conflitti restano in famiglia. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72.
22.4.08
 

IL PAVONE DANZANTE


Spazi CUS Roma 28/11/2007 “Il Pavone Danzante” ideato e diretto da Gloria Pomardi e Marco Mattolini realizzato nell’ambito del progetto “La Sapienza…Danza” coordinato da Marta De Ioanna sotto l’egida dell’Università degli studi “LaSapienza” di Roma con la compagnia di danza Metis: Federica Cananà, Cristian Ciccone, Simona Deiana, Marta De Ioanna, Roberta Ferrini, Francesca Magnini, Emanuela Mannucci, Valeria Meoni, Elisabetta Minutoli, Gianluca Pilla, Ramona Polizzi, assistente coreografa Emanuela Mannucci, aiuto regista Laura De Strobel, assistente alla regia Valeria Francardi, fotografia Bruno Fundarò, assistenti operatori Diego Placidi, Manuel Ribaudo, montaggio Francesco Renda, assistente al montaggio Marina Lemma, scenografia Daniele Catalli, costumi Francesca Linchi, fotografo di scena Guido Laudani, fonico Michele Baiani, organizzazione Giorgio Gasparini. Si ringrazia Alberto Di Stasio per la collaborazione artistica. Il Progetto “La Sapienza danza” è un progetto di studio, ricerca, sviluppo e creazione sulla danza e sull'espressione corporea, promosso dall'Università degli studi di Roma Sapienza, in collaborazione con il CUS Roma. L'idea è quella di creare un polo artistico permanente sulla danza ed il movimento scenico per la formazione degli studenti e la creazione di spettacoli realizzati da una compagnia di danzatori. Il progetto si articola in una serie di corsi e laboratori trimestrali gestiti da uno staff esecutivo di professionisti del settore. I destinatari sono gli studenti che intendano avvicinarsi alla danza e al movimento teatrale sia come mezzo di espressione che a livello professionale. Le attività sono aperte anche ad esterni di qualunque età, che non potranno però usufruire delle tariffe agevolate. Questi laboratori saranno paralleli al lavoro di una compagnia di danza: Metis, composta da danzatori professionisti selezionati tramite un piano di audizioni. Verranno inoltre selezionati in seguito 6 danzatori/trici stagisti, studenti e non, che parteciperanno gratuitamente alle attività formative del progetto e saranno eventualmente integrati all’interno delle attività della compagnia, per una durata massima di un anno. L'Università potrà contare in questo modo su una serie di corsi e laboratori, gestiti da professionisti, da offrire agli studenti. La finalità di questi corsi è di sviluppare, in modo pratico e teorico, i temi dell'ideazione, dello studio, e della produzione di uno spettacolo di danza e teatro-danza. La compagnia di danza Metis si dedicherà alla realizzazione di spettacoli e eventi che faranno sempre riferimento ad un testo o ad uno stimolo di partenza letterario, scientifico, umanistico, discusso dal comitato artistico, su proposta della direzione artistica o degli enti (sponsor, associazioni, istituzioni) che intendano usufruire dell’attività artistica della compagnia. Gli spettacoli e gli eventi, muoveranno dunque dalla ricerca che i docenti svilupperanno attorno al fulcro degli specifici insegnamenti e competenze.
22.4.08
 

Tre matrimoni e un'orgia


"Teatro Colosseo dal 20 febbraio al 9 Marzo 2003 ""TRE MATRIMONI E UN'ORGIA"" Spettacolo brillante per la regia di Nick Nocivelli, con: Elena Cavani, Elisabetta Cianchini, Marcello Caponi, Rita Gianini, Calogero Marchese, Nick Nocivelli. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72"
22.4.08
 

Canzoni Napoletane


1983 Padiglione Borghese Canzoni Napoletane. Maestro Dino Fiorentino. Riprese video per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72
22.4.08
 

AnArcho Tango


"di e con Ian Sutton e Alicja Ziolko"
22.4.08
 

SCONCERTI 2 - LATO


"Sconcerti 2 - LATO Trailer"
22.4.08
 

linea35 - Take two


Sala Uno 23 – 27 – 28 – 29 – 30 Dicembre 2011 LINEA35 Festival presenta “PASSAGGI VISIONARI” TEATRO- MUSICA-DANZA-ARTIVISIVE. La prima edizione di Linea35 Festival si è svolta nel luglio 2011 presso il comprensorio del Santa Maria della Pietà.  Il tema era quello del disagio, vissuto nel rapporto tra arte e follia, capace di coinvolgere pubblico artisti e organizzatori. Il gruppo nato da questa prima esperienza ha avvertito l’esigenza di portare avanti questo progetto sviluppandolo in nuovi ambiti e nuovi spazi. Linea35 Festival giunge al Teatro SalaUno di Porta San Giovanni ed amplia lo stesso tema del disagio che si fa fisico, relazionale, sociale, economico. E che diviene anche la messa in discussione dei margini dove esso viene solitamente relegato, ribadendo la necessità vitale di un confronto e di una elaborazione collettiva. Il Teatro SalaUno diverrà un luogo dove il processo creativo possa continuare a prendere forma, un luogo di studio e di elaborazione, scandito da appuntamenti ricorrenti, fornendo sia a giovani compagnie emergenti che ad artisti affermati un cantiere aperto dove approfondire, ricercare, confrontarsi e proporsi in una progettualità continua. Un intento che accoglie l’intenzione creativa messa in luce dalla nuova realtà del Valle Occupato e che Linea35 condivide. Ogni sera il pubblico sarà accolto e accompagnato attraverso un susseguirsi di passaggi visionari, fatti di video art, racconti, work in progress, improvvisazioni teatrali, suggestioni poetiche e sonore. Il tutto su un palcoscenico che pur mantenendo la sua unità sostanziale si farà territorio ideale di molteplici percorsi emotivi. Moltissimi i protagonisti di questo festival delle arti che acquisisce una nuova identità in ogni sua tappa, accogliendo in sé la creatività e l’urgenza di numerosi artisti. Direzione Artistica: Hossein Taheri. Coordinamento artistico: Caterina Bertone, Antonella Britti, Francesca Campli, Marianna Di Mauro, Matteo Febo, Fabiana Iacozzilli, Carolina Levi, Federica Marchettini, Mario Schittzer Coordinamento per l’arte contemporanea: Francesca Campli e Carolina Levi Coordinamento Tecnico: Davood Kheradmand, Mario Schittzer, Emanuele Silvestri, Hossein Taheri Ufficio Stampa: Alessandra Comotto Pubbliche relazioni: Valentina Olivato Social network: Eva Milella Grafica: Marianna Di Mauro. Ore 19:30 Sulle spalle degli altri di e con Eva Milella, regia di Luca Angeletti Ore 20:15 NUOVE OFFICINE Laboratorio Babs presenta Take two. L’inevitabile conseguenza a cui Vale(2) ci sottopone di Marianna Di Mauro con Raffaella Cavallaro, suoni Piero Antolini, video Matteo Seduta, scene Roberto Sonica, ideazione e regia Marianna Di Mauro. Ore 21:00 Non sono stata finita, ispirato ad una storia vera di follia di e con Clara Galante Ore 22:00 SANDRO’ JOYEUX live in Sala Uno.Si ringrazia Tommaso Garavini, Tommaso Guerra, Flavia Di Nardo per il contributo artistico durante le serate.
22.4.08
 

100mila Poeti per il Cambiamento - PONTE DELLA MUSICA - 4° Parte


sabato 24 settembre 2011 ore 16.30 - 18,00 PONTE DELLA MUSICA: Lungotevere Flaminio, altezza Piazza Gentile da Fabriano '100mila Poeti per il Cambiamento' evento poetico globale, con 500 eventi in 95 paesi. Formafluens - International Literary Magazine diretto da Tiziana Colusso e Associazione Culturale Lavatoio Contumaciale diretto da Tomaso Binga presentano: Massimo Mori Dimostrazione di Tai Chi come 'poema gestuale'. Marco Palladini 'Chi? Chi? Chi?' poema per megafono e voce ispirato a Amiri Baraka. Tiziana Colusso e Natale Romolo 'Di vocazioni', per voce e clarinetto. '100milapoetiperilcambiamento' 1° lettura poeti. http://www.bigbridge.org/100thousandpoetsforchange/
22.4.08
 

In forme antiche, in altre forme - Casa Scelsi - SECONDA PARTE


"In forme antiche, in altre forme - Casa Scelsi 1°parte musiche di Fausto Razzi e Giacinto Scelsi Nicola Sani introduce Fausto Razzi con la partecipazione di Andrea Corazziari, pianoforte con l'amichevole partecipazione di Federica Scimia, canto e Maria Teresa Pascale, voce recitante FONDAZIONE ISABELLA SCELSI giovedì 17 febbraio 2011 - Roma"
22.4.08
 

Short Theatre 2011- Black Market International


MACRO Testaccio 6 settembre 2011 CICLO DI PERFORMANCE: BLACK MARKET INTERNATIONALGruppo di performer fondato nel 1985 da Boris Nieslony, Tomas Icone Ruller, Norbert Klassen, Zbigniew Warpechowski e Jürgen Fritz in oltre 20 anni ha presentato il proprio lavoro in tutto il mondo, in una vasta tipologia di luoghi e formati. Black Market è un’idea di lavoro: agisce come una piattaforma che accoglie il percorso singolo degli artisti che vi partecipano in una ricerca progressiva e condivisa. BMI propone due giorni di performance singole e un evento finale con una “durational performance� collettiva di 3 ore e mezza, pensata per quest’occasione. Artisti: Roi Vaara (FIN), Julie Andrée T. (CAN), Con il supporto di Instituto Cervantes, Delegazione del Québec a Roma e National Arts Council Singapore. http://www.shorttheatre.org
22.4.08
 

SCHEGGE D'AUTORE 2011: IDRAULICO CHE UOMO!


Teatro Tordinona 27-28-29 Maggio 2011 SCHEGGE D’AUTORE - Festival della Drammaturgia Italiana “corti teatrali, atti unici e monologhi� dedicato a Mario Angelo Ponchia e a Mario Scaccia, Undicesima edizione. Festival competitivo di “corti teatrali e non solo�, al quale partecipano ventiquattro autori italiani, patrocinato dall’ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport Professionistico Fondo PSMSAD) e organizzato dallo SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici) in collaborazione con l’Associazione Culturale Beat 72. Direttore Artistico Renato Giordano, organizzazione Silvia La Placa, Giulia Mininni, Raffaele Aufiero. “L’IDRAULICO CHE UOMO!� di Rodolfo Andrei, regia Daniela Diviso con Daniele Margaglio, accompagnamento musicale di Marco Boriglioni.
22.4.08
 

La mia poetica - 5 Aprile 2011 - Ulderico Pesce


Teatro India Martedì 5 Aprile ore 15:00 - 18:30 LA MIA POETICA sulla drammaturgia Italiana Contemporanea 'narratori' con: Franco Cordelli, Ulderico Pesce, critico testimone Marcantonio Lucidi. Drammaturgia: lingue, corpi, narrazioni. Tre giorni dedicati alla drammaturgia per indagare le strade attraverso le quali la scrittura - da segno grafico - si fa scrittura scenica - suono e azione - secondo processi di volta in volta diversi, in cui il punto di partenza non è necessariamente la pagina ma " rovesciando la logica che individua l’origine dell’atto performativo nell’atto letterario â€" corpi, voci, spazi. Per cercare di orientarsi in questo giardino dai sentieri biforcati, il convegno è suddiviso in sezioni che sottolineano la molteplicità delle pratiche e dei percorsi tracciati dai ventisette artisti invitati, quasi a ricostruire una mappa che nella sua parzialità delinea distanze geografiche, anagrafiche e stilistiche ma anche linee tematiche comuni. C’è chi parte dal corpo e chi da lingue antiche. C’è chi è spinto dall’impulso a narrare una storia e chi dalla narrazione si allontana come da una via non più praticabile. C’è chi rivendica la solitudine della scrittura e chi nella scrittura individua il punto di arrivo di un processo condiviso con fidati compagni di viaggio. Da tutte queste voci emerge una scena ricca, scandita da punti di tangenza e derive inconciliabili, una scena che declina il presente nella sua varia, e spesso dolente, umanità. Franco Cordelli/Debora Pietrobono. Http://www.atcllazio.it
22.4.08
 

Questo sogno


Colosseo Nuovo Teatro dall’11 al 31 gennaio 2011 “Questo sogno” di Luca De Bei. Regia di Patrizio Cigliano. Con Ernesto D’Argenio; Chiara Degani; Diego D’Elia; Carmen Di Marzo; Claudia Donzelli; Laura Massei; Sibilla Passi; Maurizio Sinibaldi; Fabio Maffei; Selene Rosiello; Antonella Valitutti. L’amore, quello vero, esiste? Come è fatto? Come lo si riconosce? E se e quando lo si riconosce, si è pronti ad accettarlo, accoglierlo, coltivarlo? Il delicatissimo copione di Luca De Bei (già vincitore di diversi Premi Teatrali), tra momenti di verità, grande divertimento e momenti di poesia, affronta questo problema, forse tipico di una generazione, o meglio di un’epoca, in cui non è facile (e spesso non interessa) soffermarsi sull’unico vero propulsore dell’animo umano: l’Amore. In un mare magno di leggerezza o forse vuoto, quattro anime inquiete cercano di capire e di capirsi in relazione all’amore. Ognuno con le sue schermaglie, con i suoi pudori che cadono solo quando si affronta il passato: il primo innamoramento, il primo contatto. E allora appare tristemente chiaro come nel passato, la purezza dell’inesperienza era tutt’altro che un freno: era la libertà di provare sentimenti sinceri, profondi, anche esagerati ma pieni di vita, di tremori, quei tremori che nell’oggi non si riescono più a provare perché inquinati da un mondo che corre troppo, in cui tutto è possibile ed in cui cercarsi e guardarsi negli occhi può sembrare una perdita di tempo. Meglio limitarsi a fugaci amplessi di cui poter perdere facilmente la memoria. Ma i personaggi che Luca ha splendidamente descritto, invece, cercano qualcosa di profondo e a volte non lo ammettono neanche a se stessi per non essere visti come razze rare. Una lucida visione della frivolezza dei nostri tempi. Ho creduto opportuno assecondare l’andamento del testo, senza sovraccaricarlo di metafore perché già sono comprese nel copione. La linea che ha prevalso sulle tante sperimentate, guarda caso, è risultata essere quella del teatro: personaggi come pubblico, attori che non possono più censurarsi il bisogno di raccontare se stessi, nella speranza urgente di attivare in chi li ascolta la necessità impellente di rendersi davvero disponibili ad accogliere l’amore, come quando l’abbiamo scoperto la prima volta: come nel difficile ma vivissimo e indimenticabile periodo dell’adolescenza. Una Compagnia che cerca di mettere in ordine uno spazio (teatrale, ma anche mentale, emotivo e sentimentale) in cui forse potrebbe trovare una dimensione più umana e meno cosmopolita. “Lavori interiori in corso”. In un tempo saturo di suoni, rumori e musiche, dove il presente è un Largo indefinito, il passato è un palpitare di Variazioni, mentre l’ideale - il Sogno - è romantico, giustamente ricco di pathos sincero e profondo. Utopia Teatrale e Sogno d’Amore. “Questo Sogno” rappresenta il primo esperimento di un allestimento di prosa con doppio cast: due eccellenti formazioni attoriali che con alternanza giornaliera interpreteranno lo stesso spettacolo. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat 72.
22.4.08
 

GIROTONDO


Teatro Ambra alla Garbatella dal 18 al 23 gennaio 2011 "GIROTONDO" da Girotondo di Arthur Schnitzler - Traduzione e adattamento di Marit Nissen. Regia Paolo Sassanelli, scene Francesco Ghisu, costumi G. Falaschi, luci Davood Keradmand - Aiutoregia Giorgia Filanti. Con: Carmen Tejedera, Paolo Briguglia, Eleonora Russo, Luciano Scarpa, Anna Ferzetti, Claudio Castrogiovanni, Giulia Michelini, Pietro Ragusa, Marit Nissen, Paolo Sassanelli. Lo spettacolo fa riferimento al risveglio sociale e culturale dell’Inghilterra degli anni ’60, attraverso l’erotismo conduce il pubblico in un gioco, dove tutti gli attori diventano partecipi e complici di un disegno ambiguo che lascia spazio a differenti interpretazioni. Lo spettacolo è tratto da Girotondo di Schnitzler e si articola in dieci scene dove dieci attori, cinque uomini e cinque donne, si avvicendano. Ogni scena ha un inizio con crescendo, un picco emozionale che si conclude in un amplesso, e una separazione per ricominciare con l’ingresso del nuovo partner. I ruoli della piéce sono: Prostituta, Soldato, Cameriera, Giovane signore, Giovane signora, Marito, Ragazzina, Poeta, Attrice, Conte. Il divertimento e la commedia sono raffinati come raffinata era l’intelligenza di Schnitzler che seppe descrivere la società Viennese di fine secolo con tutta l’arte di un genio creativo che si affacciava a conoscere l’inconscio umano e la commedia amara della vita agli albori della psicoanalisi. Esiste una lunga frequentazione di Arthur Schnitzler con un giovane dottore dell’epoca, Sigmund Freud! C’è molta amarezza nella commedia, ma la sensazione che rimane alla fine è un senso di impotenza di fronte all’impossibilità di un rapporto sincero fino alla fine tra uomo e donna. La scelta degli attori che provengono in maggioranza da esperienze cinetelevisive è molto stimolante per la direzione interpretativa che vorremmo dare. Esiste una cosa che tutti condividiamo senza dubbio “Rivelare prima di tutto la vita e il suo percorso”. È il nostro dogma e vorremmo tutti metterci alla prova con questo spettacolo. Arthur Schnitzler è considerato, non solo in Italia, uno degli autori più importanti della grande stagione culturale Viennese e Mitteleuropea fra ‘800 e ‘900. In una recente opera Marcel Reich-Ranicki dice di Schnitzler “Egli era insieme un poeta e un intellettuale critico, artista dalla parola e distaccato indagatore della psiche. I suoi lavori teatrali, novelle e romanzi sono ambientati in luoghi ed epoche diversi, ma si possono nel complesso leggere come frammenti di una grande storia - che non può davvero lasciarci indifferenti”. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat 72.
22.4.08
 

COME SI RAPINA UNA BANCA


Teatro Nino Manfredi dal 21 Dicembre al 9 Gennaio 2011 “COME SI RAPINA UNA BANCA” di Samy Fayad, regia Felice Della Corte, con: Felice Della Corte, Maria Ferrante, Enzo Casertano, Filippo Valastro, Olimpia Alivino, Stefania Graniero, Paolo Perinelli, Marco Cavallaro. Sscenografie Danilo Ciancolini e Raffaele Novaldi, costumi Lucia Mirabile, ass. regia Marzia Verdecchi, luci/fonica Christian Massimini. Il benessere non sfiora neanche la famiglia Capece: Agostino, improvvisato e poco attendibile inventore, fermamente convinto che il proprio genio risolleverà le sorti della sua famiglia in miseria. Regina, la moglie, alle prese con la guerra quotidiana della vita. Nonno Gaspare, papà di Agostino, ed i figli Tonino e Giuliana, quest’ultima visibilmente incinta. Precipitano su di loro due eventi: l’arrivo della incontenibile vedova Altavilla e la folle idea di rapinare una banca avuta da Tonino ed Agostino che dovrebbe essere la soluzione dei loro problemi…La rapina riesce ed i nostri sembrano raggiungere la tanto agognata felicità. Ma, attraverso un finale a sorpresa carico di suspence e di humour, i nostri eroi non si approprieranno dell’ingente bottino ma raggiungeranno per altre vie quella tranquillità che nella vita non viene mai negata ai giusti ed agli onesti. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio dell’Ass. Cult. Beat72.
22.4.08
 

Tratti


Teatro Colosseo 21-29 Gennaio 1995 “TRATTI” da Samuel Beckett, regia Antonio Mastellone e Mariano Aprea, con Cristina Aubry e Annamaria Loliva, voce Fabio Alessandrini, scene Damiano Palazzo, costumi Gabriella Laurenzi, luci e fonica Paolo Occidente. Il testo è il risultato di un montaggio di brani fondamentali tratti dalle seguenti opere di Beckett: “Teatro I”, “Quella volta”, “Passi”, “Trio di spiriti”, “Lo spopolatore”. Il lavoro di costruzione vuole mettere in luce una componente fondamentale del lavoro del drammaturgo irlandese: l’imprescindibile isolamento comunicativo dell’individuo, messo in relazione con il fenomeno attuale della crescente emarginazione sociale ed esistenziale. Due personaggi si incontrano in un suburbio. La loro vicenda si dipana tra sospetti, richieste di contatto, di rapporto con l’altro per arrivare alla triste verifica dell’impossibilità di costruire un legame che consenta ad entrambi di aprire una finestra sul mondo. Riprese video Ulisse Benedetti per l'archivio storico dell'Ass. Cult. Beat 72.
22.4.08
 
 
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