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Hamlet in purple

Angelo Mai 20 Marzo 2026

Hamlet in purple

 

Tra parola poetica, teatro di figura e drammaturgia sonora, firmato da Valentino Mannias, che cura traduzione, regia e drammaturgia di una riduzione dell’Amleto di William Shakespeare.

Un’indagine radicale sulla funzione del teatro oggi, sulla crisi e sulla sua possibile rinascita, attraverso una nuova traduzione in endecasillabi che restituisce alla parola shakespeariana una tensione ritmica e politica insieme.

Mannias, insignito del Premio Hystrio alla Vocazione nel 2015, del Premio Franco Enriquez nel 2018 e del Premio Ubu nel 2024, costruisce uno spettacolo che assume Amleto come metafora dell’attore e, più in profondità, del teatro stesso: una figura sospesa tra dovere e desiderio, tra rappresentazione e realtà, chiamata a parlare dentro un sistema che sembra non avere più ascolto. In questa prospettiva, il testo shakespeariano diventa un dispositivo critico attraverso cui interrogare il ruolo dell’arte come strumento di resistenza al potere e come spazio fragile ma necessario di pensiero collettivo.

Il teatro di figura non è qui un semplice elemento estetico, ma una vera e propria struttura concettuale: marionetta e burattini incarnano una dimensione ambigua, in bilico tra morte e immortalità, tra corpo animato e oggetto inerte, restituendo al gesto scenico una qualità rituale che mette in crisi l’idea stessa di presenza. La presunta follia di Amleto, in questa rilettura, non è solo un tema narrativo, ma una condizione del linguaggio teatrale, un territorio instabile in cui realtà e finzione si contaminano fino a diventare indistinguibili.

Il viola che dà titolo allo spettacolo non è un dettaglio cromatico ma un dispositivo rituale. Colore del lutto e del vino, della terra e della mescita, il viola esiste solo nella percezione umana, come il teatro. Chiedere al pubblico di vestirsi di viola significa costruire un funerale collettivo, un rito condiviso affinché il teatro possa morire per rinascere come spazio vivo di comunità. Una possibilità di rinascita, come rito che tenta di restituire al teatro una funzione politica, non nel senso ideologico del termine, ma come spazio in cui una comunità può ancora riconoscere le proprie contraddizioni.

Fondamentale, in questo dispositivo, è la presenza della musica dal vivo, pensata come “attore invisibile” da Luca Spanu, che attraversa la scena, dialoga con i corpi e con le figure, e costruisce una partitura emotiva capace di agire sotto la soglia della parola. La musica non accompagna, ma interroga, amplifica, talvolta contraddice, diventando parte integrante della drammaturgia.

Hamlet in Purple si presenta così come un atto insieme di lutto, resistenza e speranza. Forse il teatro deve prendere coscienza della propria morte per ricominciare a vivere. Dunque la domanda non riguarda più soltanto Amleto, ma chi ascolta: che cosa può essere il teatro, oggi?

29.3.26
 

Le interviste impossibili



28.3.26
 

Into the black






Teatro Tordinona 15 Marzo 2026

INTO THE BLACK

di Antonello Toti

 

regia di Christian Angeli

con Alessia Filiberti e Andrea Lami

e la voce di Enrico Catani

 

Il testo di Antonello Toti è ispirato alla grande stagione cinematografica e letteraria del noir statunitense degli anni quaranta.  Due attori in scena: unattrice che interpreta due ruoli, un attore che ne interpreta cinque.

 

L A STORIA

Una donna, cinque uomini e un brutale omicidio. Il tempo scorre inesorabile, se lei si arrende, il suo amato muore. Nella disperata ricerca della verità, lei deve porre le giuste domande e accettare le terribili risposte.

 

NOTE DAUTORE

Per amore si fanno le più grandi follieè la frase che si ripete Alessia, la protagonista di Into The Black, mentre affronta pericoli mortali nel tentativo di salvare lamato. Into the Black è un noir con la struttura narrativa tipica del giallo: si parte da un omicidio, da cui scaturisce unindagine che porta alla risoluzione finale. È il modo in cui si snoda lintreccio, però, a essere anti convenzionale. La storia si apre con una rassicurante linearità a cui fa immediatamente seguito un improvviso e spiazzante vortice di eventi, in cui convivono realtà e sogno, solennità e goliardia, violenza e tenerezza.

Alessia, anima bianca di un mondo oscuro che vuole comprometterla, per amore deve affrontare questo turbinio di emozioni, nella ricerca della risposta alla domanda noir per eccellenza: in un mondo di colpevoli, chi è il più colpevole?

 

 

16.3.26
 

Lontano nel tempo



11.3.26
  ,

Karmilla





Teatro Tordinona 8 Marzo 2026
KARMILLA reloaded
Regia di Miranda Angeli
Con Andrea Lami, Giulia Sanna e Vittoria Vitiello 
Musiche di Federica Clementi e Nicola Russu
Foto e locandina di Chiara Cappiello
Aiutoregia Martina Sergi 

SINOSSI 
Laura ha sei anni quando fa un sogno spaventoso: una donna, ai piedi del suo letto, la fissa con uno sguardo inquietante e bellissimo. Nel sogno, mentre la guarda ipnotizzata, due spilli le trafiggono il petto.  Anni dopo, quello stesso volto inquietante e bellissimo tappezza la città; Dharmilla ha conquistato il mondo con il suo nuovo singolo, e Laura, completamente ossessionata da lei, è ormai disposta a fare di tutto per incontrarla. Anche perdere sè stessa.
10.3.26
 

Nata a quarant'anni



27.2.26
 

Orchestra e coro musiche mediorientali



24.2.26
 

Caro Dr Frankenstein



24.2.26
 

Le Interviste impossibili

Teatro Tordinona 15 febbraio 2026

 

Le Interviste impossibili – Dalla Radio al Palcoscenico

curata da Laura De Luca e Renato Giordano.

 

La serata è tutta dedicata agli eroi di carta del mondo del Fumetto. Occasione per conoscere meglio due protagonisti della stagione d’oro delle “nuvole parlanti” e forse per mettere a nudo alcuni meccanismi che portarono al loro successo.

Renato Giordano intervista Olivia (Arianna Ninchi), la fidanzata di Popeye/Braccio di Ferro. Da un’idea di Giovanni FedericoLuca Raffaelli intervista Mandrake (Gaetano Lizzio).

Olivia si presenta in una veste nuova. Non più la fragile, urlante donzella sempre in cerca della protezione del rozzo marinaio Braccio di Ferro avido di spinaci, ma donna pronta ad offrire una lettura totalmente alternativa della sua femminilità, nonché consapevole del ruolo storico che le spericolate avventure di tutta la sua banda svolsero in anni difficili sia l’America sia per il mondo intero.

Il “divo” Mandrake è pronto a svelare aneddoti poco noti della sua storia di mago – come ad esempio la vicenda dei suoi due padri – o particolari che coinvolgono nomi importanti del cinema italiano e non solo. Oltre a mostrarsi particolarmente critico nei confronti di alcuni ambigui “superpoteri” contemporanei…

In una serata ancor più surreale del solito, si moltiplica l’effetto straniante dell’intervista immaginaria, i cui interlocutori/interlocutrici stavolta non sono persone in carne ed ossa, bensì creature di fantasia. Nati nella prima metà del Novecento, Olivia e Mandrake raggiunsero eccezionali vette di popolarità non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, in particolar modo alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Conosciuti ed amati ancora oggi come simboli rispettivamente di una solo apparente fragilità femminile e di illimitate capacità magiche, testimoniano l’inesauribile vitalità e la trasversale seduzione dell’universo del fumetto.

Gli interpreti

Arianna Ninchi, figlia e nipote d’arte, segue presto le orme di famiglia. Studia recitazione presso il DAMS di Bologna e nel 2000 debutta al Teatro di Leo con lo spettacolo di teatro-danza Le stanze di Penelope di Anna Redi, con la quale, nel corso degli anni, continua a collaborare. A teatro è diretta, fra gli altri, dal padre Arnaldo Ninchi, da Piero Maccarinelli, Antonio Calenda, Ennio Coltorti, Luca Archibugi, Gianfranco Calligarich, Monica Nappo. Al cinema ha lavorato per Francesco Falaschi, Gianfranco Pannone, Daniele Misischia, Filippo Bologna, Leonardo Pieraccioni, Stefano Mordini. In collaborazione con la Cineteca Nazionale ha curato le rassegne Un vizio di famiglia: i Ninchi e il cinema Ave Ninchi, la più amata dagli italiani. Ha adattato e tradotto per il teatro, e pubblicato testi sulla tradizione attoriale della sua famiglia. Ha inoltre curato – assieme a Silvia Siravo – l’antologia al femminile Musa e getta – Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate) (Pontealle Grazie, Milano 2021). Nel dicembre 2024 le è stato assegnato il Premio per il Teatro Franco Cuomo International Award X edizione.

Gaetano Lizzio (Catania, 1966), formatosi presso la scuola dello Stabile di Catania, debutta nel 1989 al Teatro Musco in Il cappello di paglia di Firenze di Labiche; ha lavorato presso vari gruppi teatrali, per poi passare attraverso l’esperienza della fondazione di una propria compagnia, con cui ha messo in scena una rivisitazione del Macbeth, con le musiche di Paolo Buonvino, e Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori. Ha lavorato con Turi Ferro, Giulio Brogi, Valeria Moriconi, Giorgio Albertazzi, Remo Girone, Massimo Popolizio, Anna Bonaiuto. E’ stato diretto da Dario Fo, Krystoff Zanussi, Giancarlo Cobelli, Lorenzo Salveti.

Gli autori

Giovanni Federico (Napoli, 1957). Narratore, ha firmato varie raccolte di racconti, la più recente per Edizioni Armando: (De)Relitti, dedicata agli ultimi della nostra società. Per il teatro ha scritto L’abbraccio di Giuseppe (Roma, Teatro Ennio Flaiano, 2015), Matilde, la donna che non vorrei essere, (Sovana in Arte, 2015), Belle di carta (Festival della Piana del Cavaliere, 2018), Poetando tango (Sovana in Arte, 2021). Collabora con il blog di attualità e politica “Il Domani d’Italia”.

Luca Raffaelli (Roma, 1959), giornalista, saggista e scrittore, ha cominciato come critico di fumetto a meno di vent’anni, curando poi serie di interviste televisive con vari autori e scrivendo a tutt’oggi di animazione e fumetti su «la Repubblica». Vicedirettore del Salone di Lucca nel 1986, è stato anche direttore artistico di Castelli Animati, il festival internazionale del cinema d’animazione di Genzano (RM), e, dal 2001 al 2011 di Romics, il festival romano da lui fondato. Curatore di varie mostre, ha firmato numerosi saggi e romanzi, sia per ragazzi sia per adulti. Dal 2024 è direttore artistico del Palazzo del Fumetto di Pordenone.

La quinta serata della rassegna “Le Interviste impossibili – Dalla Radio al Palcoscenico” si svolgerà al Teatro Tordinona domenica 15 febbraio 2026.

16.2.26
 

Comica gelosa



10.2.26
 

Partiamo dal titolo

Teatro Tordinona 7 Febbraio 2026

Partiamo dal titolo

Scritto e diretto da Carolina Eminente, con: Alessandra Rossi, Matilde Brini, Lucrezia Lai, Paolo Rossi, Beatrice Chiapelli, Diletta Maria D’Ascanio, Eleonora Zavaglia, Raffaele Filipponi

10.2.26
 

Mad Club

Teatro Tordinona 1 Febbraio 2026


MAD CLUB

Atto unico jazz-noir
di Gemma Costa
vincitore del Premio Luce sul Proscenio 2025 – Autori Under35
Nel cuore di un elegante hotel, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz, ombre e dubbi amletici.
Premiato lo scorso ottobre, il testo di Gemma Costa, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia, desideri nascosti e relazioni ambigue, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40, offrendo uno sguardo attento, critico e contemporaneo sul femminile.
La regia, firmata da Miranda Angeli, autrice e regista del cortometraggio La verità, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”, e da Gemma Costa, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.
In scena Michele Breda, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023, Gemma Costa e Vittorio Magazzù, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy, si muovono tra conflitti, fragilità e non detti.
A sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz, “Un sogno nel cuore”, composta da Giulia Mutti, cantautrice dalla penna originale, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André.
I costumi sono di Giovanni Schiera, artista di grande esperienza e sensibilità, attivo tra cinema, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.

2.2.26
 

Le interviste Impossibili


Teatro Tordinona 17 Gennaio 2026

Le interviste impossibili
a cura di Laura De Luca e Renato Giordano, regia di Renato Giordano



19.1.26
 

Concerto Rebecca Guerra



Tordinona Teatro 10 Gennaio 2026

Concerto Ghibli VS Evangelion
12.1.26
 

Fuoco candele porri e comete



22.12.25
 

Interviste impossibili






22.12.25
 
 
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